8 ERRORI Psicologici INVISIBILI Da Evitare Se Vuoi CAMBIARE Sul Serio
La Vita Secondo Te - Giacomo Lucarini Life Coach
| Giacomo Lucarini | Rating 0 (0) (0) |
| www.giacomolucarini.it | Launched: Dec 22, 2025 |
| info@giacomolucarini.it | Season: 1 Episode: 47 |
8 Errori Invisibili che ti BLOCCANO (e come SMETTERE di Sabotarti) ๐ RISORSE UTILI & PERCORSI ๐ง Scarica IL METODO SBLOCCAVITA GRATUITO per sbloccare la tua vita ๐ https://sendfox.com/lp/3ongkd ๐eBOOK da scaricare ALLENA LA TUA MENTE ๐ https://sendfox.com/lp/3lk6e0 ๐ Vuoi un percorso personalizzato? Fissa una chiamata GRATUITA con me ๐ https://tidycal.com/giaclucarini/chiamata-online-gratuita-conosciamoci ๐ Corso online: Smetti di Pensare Troppo e Sconfiggi l'Overthinking ๐ https://corsi.giacomolucarini.it/ ๐ฉ Iscriviti alla newsletter per ricevere contenuti esclusivi per il tuo benessere mentale: ๐ https://sendfox.com/giac
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Hai presente quella sensazione di rimanere sempre nello stesso punto come se stessi correndo in tondo? Non dico la ruota del criceto perché povero criceto, lasciamolo girare. Negli anni ho visto, ascoltato, lavorato con centinaia di persone bloccate proprio in quel punto, frustrate, arrabbiate con se stesse,
convinte che fosse colpa loro, ma c'è da dire che spesso commettevano gli stessi otto errori invisibili. Sono errori piccoli, sono errori quotidiani, apparentemente persino innocui. Il problema di questi errori è che goccia dopo goccia ti scavano dentro, ti tolgono energia, ti tengono in stasi, una persona ferma che non cresce e poi
se la prende con se stessa. Sono Giacomo, coach, dottore in psicologia. lavoro con queste cose da oltre 10 anni e adesso smascheriamo questi errori con semplicità e microazioni concrete da provare. Nel frattempo, se ancora non lo sei, iscriviti al canale e, beh, non mettere un like sulla fiducia, guardalo fino in fondo e poi mi dirai.
Primo errore: è subdol educazione, ma in realtà è autosabotaggio. L'errore è sacrificarti per compiacere gli altri. Immagina di passare una giornata a dire sempre di sì. Qualche cliente mi ha detto che effettivamente le sue giornate sono proprio così nella realtà. Dire sempre di sì, accettare un invito anche quando vuoi rimanere a casa o hai altro
da fare. Al lavoro ti prendi un compito che sai che non dovresti, assecondi delle richieste che non ti rappresentano. Cosa succede a fine giornata? Sei svuotata, sei svuotato, non hai più energie. Non è gentilezza. Non è gentilezza. è un no continuo rivolto verso di te. Quando dici sì a qualcosa che in realtà non vuoi, stai dicendo no.
Un no grossissimo a te. Molte persone lo fanno per paura di perdere l'affetto, l'approvazione, la stima degli altri, ma più ti annulli, più costruisci una maschera che ti consuma e diventa una ferita cronica. Inoltre, molto spesso queste cose che pensi sono solo nella tua testa.
Dunque, preparati una frase molto semplice: "Grazie, questa volta non posso". Senza spiegazioni ulteriori. Questa volta non posso. Usala almeno due volte nelle prossime 24 ore. Scoprirai che chi ti vuole davvero bene apprezza e rispetta i tuoi spazi e la tua versione autentica. Chi invece si rivolge a te soltanto per avere favori o perché si
aspetta un sì, si pulirà da solo. Ok? Secondo errore. Il secondo errore è inseguire la perfezione invece del progresso. Lo so che anche tu hai quella voce dentro che sussurra. Se non lo fai in maniera perfetta, lascia stare. Eh, ma non è disciplina, è paura. è paura travestita da perfezionismo, perché il perfezionismo non ti spinge a dare il
meglio, ma indovina un po', ti paralizza, resti a rimuginare, no? Il famoso problema del rimuginio, di cui ho già parlato in altri video, che ti invito a guardare nella playlist, la trovi anche qui linkata. La psicologia umanistica te lo dice chiaramente. Cresci solo passando attraverso dei tentativi che saranno inevitabilmente
imperfetti. Ma pensa alla tua vita. Tutto quello che hai imparato è nato da inciampi e cadute. Senza gli errori non avresti avuto la consapevolezza di cosa potevi fare e cosa non potevi fare. E senza questa consapevolezza il cambiamento è un'idea astratta. Quindi qual è l'esercizio? prova a fare un lancio imperfetto, come lanciare una
palla da baseball senza la curvatura perfetta o lanciare un prodotto senza che sia ancora completamente finito perché manca quell'ultimo tocco bello ma non necessario perché la consistenza c'è già, il contenuto c'è già. Dunque, spezza quella gabbia dell'attesa infinita e rimettiti in moto. Adesso passiamo al terzo errore che è
ignorare i tuoi bisogni emotivi. Povere emozioni. Quante volte con la scopa le le buttiamo nell'angolo più nascosto della stanza sotto il tappeto? Eh, quante volte anche tu avrai pensato "Non ci penso e vado avanti". Eh, pensi di essere una persona forte, in realtà in silenzio ti stai facendo del male.
Se ignori quello che provi e le povere emozioni che cercano di dirti qualcosa, restano dei nervi scoperti come ferite che non si richiudono e quindi sul lungo termine poi vai a cercare degli anestetici, lavoro compulsivo, relazioni tossiche, distrazioni concrete e continue. Tutto questo senza voler riempire quel piccolo vuoto che ti si è
creato perché non hai voluto ascoltare quella piccola emozione che passava come un treno, si è fermata e poi è ripartita. Prendersi cura delle proprie emozioni non è debolezza, è autoconservazione, altrimenti anche più gli obiettivi più brillanti perdono perdono senso. E qual è l'esercizio immediato? Prendi un
quaderno semplicissimo, piccolino, ogni sera ti scrivi tre frasi: cosa ho sentito oggi? dove ho messo quell'emozione e cosa in realtà mi servirebbe. Ci metti 2 minuti, quindi non hai scuse. È un gesto piccolo che rompe l'automatismo della autonegazione che ormai magari no, il tuo organismo prende le emozioni, le le mastica e le
sputa subito e riporti dignità in quello che provi. Quarto errore, confrontarti con le vetrine degli altri. La realtà è una vetrina. La gente è bravissima, resta fino a 90 anni e passa come Giorgio Armani a fare le vetrine per sistemarle fino all'ultimo dettaglio e ti fanno vedere solo sorrisi, viaggi, promozioni, la stessa cosa che poi vedi
amplificata anche sui social media che sono l'apoteosi del filtro per mostrare solo quello che voglio far vedere agli altri. E se tu stai misurando la tua vita con informazioni altamente filtrate, pensa un po', ti ritrovi a inseguire obiettivi che spesso sono presi in prestito e non scelti da te.
Anche io devo fare questo, anche io devo fare quel viaggio, anche io devo sorridere così. Ma chi l'ha detto? È come se tu corressi fissando la corsia dell'atleta accanto, perdi la tua direzione e in campio ti scontri con qualcun altro. La prossima volta che qualcuno si vanta o che mentre scrolli questo maledetto
telefono provi una leggera ansia, fermati 30 secondi e chiediti "Ma questa cosa mi importa davvero? Significa qualcosa davvero per la mia vita? Ma se non ce l'ho cambia qualcosa? Se ce l'ho vuol dire qualcosa per me nel profondo?" Sembra banale, ma intanto interrompi il veleno del paragone, che è la cosa
peggiore di tutte. Quinto errore, rimanere in ambienti che ti sminuiscono. Me lo sento raccontare spessissimo. Pensa a quel posto in cui ogni volta ti senti dare poco valore. Può anche essere la famiglia, può anche essere un gruppo di amici storici, può essere il lavoro, no? Ma pensa, la tua voce non conta, le
tue idee sembrano irrilevanti, non vieni presa in considerazione. Non è solo disagio, eh, è proprio erosione del valore personale che purtroppo per noi è l'unica cosa che abbiamo per tenerci in piedi. Gli psicologi umanisti, Rogers e Maslow lo ribadivano. Se non abbiamo un contesto che ci sostiene, possiamo fare tutto quello che
c'è di buono per noi, ma la crescita si blocca. Col tempo poi ti abitui, lo chiami normalità, finisci per crederci. Dunque, la prossima volta che entri in quel posto, nota almeno tre cose che ti fanno sentire sminuita o non ascoltato. Il tono degli altri, le dinamiche tra le persone, le parole che vengono dette.
Prendi nota questa volta sì, anche con il blocco note del telefono, se proprio non è che devi andare in giro col blocchetto come un investigatore. Poi scegli però un piccolo passo per prendere distanza, una conversazione in meno, dire un no. farsi valere, parlare, alzare la mano nonostante la paura, stare un'ora in
meno. Non devi scappare subito. Le le soluzioni drastiche non sono mai perfette né utili. Devi iniziare a proteggere la tua dignità con gesti concreti che possono partire dal più piccolo e arrivare al più grande. Sesto errore, soffocare le emozioni negative. Prima abbiamo parlato delle emozioni in generale.
Non ascoltarle, non prendersene cura. Le emozioni negative, che poi emotive non negative non sono, siamo noi a chiamarle negative, cioè paura, tristezza, no? Molti credono che sia utile non piangere mai, non arrabbiarsi, non mostrare fragilità, ma chi l'ha detto? Questo sì che è un modello che possiamo definire tossico, dato che a tante persone piace
usare sta parola tossico. Questo sia un modello tossico che ci hanno insegnato da piccoli. Non piangere, stai zitto, stai buono, non mostrarti debole. Ma chi l'ha detto che essere debole? La tristezza è un segnale e ti resta dentro come energia bloccata se non l'ascolti. Ti sta parlando, ti sta dicendo
qualcosa. Se non l'ascolti col tempo diventerà ansia, insonnia, dolori fisici. Guardati anche il video sui sintomi fisici dello stress e dell'ansia. Esprimere emozioni non vuol dire sfogarsi senza filtri, ma comunicare responsabilmente. Basta dire "Mi sento X quando succede Y, per favore, vediamo di risolvere la
situazione." Mh, vuoi un esercizio pratico? Ok? Prendi 5 minuti alla sera, ok? Prendi di solito questo quadernino un'altra volta, no? Ehm, e scrivi tre righe. Tre tre righe. Eh, non serve un romanzo con le emozioni che hai provato in corrispondenza di un evento. Mh, basta nominarle le emozioni per renderle
più umane, più vere, meno spaventose e aprire uno spazio alla nostra parte più vera interiore. Qual è il settimo errore? cercare la convalida esterna per colmare i vuoti interni e questo sono sicuro che lo conosci eh su base quotidiana. Ti accorgi di stare bene solo quando ti arriva un complimento, qualcuno ti
sorride, qualcuno ti dice "Brava, bravo", ti mette un like. Stai versando acqua in un secchio bucato e non resterà mai pieno. Lo sto epitteto lo diceva già secoli fa: "Se la tua felicità dipende dagli altri, hai consegnato agli altri le chiavi della tua libertà. non sei più libero se dipendi dagli
altri per sentirti bene. E oggi lo conferma anche la psicologia, quando dedichi il tuo valore e deleghi il tuo valore a uno sguardo esterno, diventi dipendente da quello sguardo esterno, perché poi gli dai dei valori che probabilmente neanche possiede. Abraham Maslow parlava di autorealizzazione come un processo interiore.
Non è un applauso superficiale, è un radicamento profondo. Quindi se ti vuoi allenare ogni sera, si sempre sullo stesso quadernino che prendi una pagina e ti fai tutte queste belle cose. Ogni sera scrivi tre cose che hai fatto bene, indipendentemente da quello che è stato il giudizio esterno. non è ridicolo, è un modo per spostare
il baricentro della realtà e di quello che succede tutti i giorni dentro di te, non sempre eh all'esterno, no? Guardando se è successo qualcosa. Ottavo e ultimo errore che guardiamo in questo momento è resistere al cambiamento. Questo è difficile perché abbiamo paura del cambiamento, ma una paura tremenda,
terribile, lo vediamo in tutti gli ambienti. Tutti gli ambienti hanno paura, dalla politica alla società. Beh, e noi siamo uguali, ci aggrappiamo a quello che conosciamo, anche se ci logora. La nostra mente preferisce le cose familiari, anche se ci fanno male perché ne siamo abituati, restiamo nella routine, ci sentiamo al sicuro, perché è
prevedibile anche le punizioni, anche le bastonate, però lo conosco, lo so, succederà, magari mi comporto bene, non succederà, quindi ci sto bene. Pensa alla tua storia. Se hai fatto qualcosa di importante per te è sicuramente nato da un cambiamento e ti faceva una paura cane. Nessuna crescita arriva se rimani ferma o fermo.
È la tendenza all'autorealizzazione, la famosa piramide dei bisogni. L'autorealizzazione è al vertice, è naturale, come il crescere di una pianta verso la luce. Resistere al cambiamento vuol dire tagliarti le radici. Accogliere il cambiamento significa sentire la paura perché è naturale e la paura, come abbiamo detto, non è
negativa. È quella che ci ha fatto sopravvivere fino ad oggi. È fare comunque qualcosa nonostante siamo spaventati. Questa settimana aggiungi 10 minuti ogni giorno facendo qualcosa di nuovo, eh, e alla fine della settimana chiediti come ti fa sentire questa cosa. Qualcosa di nuovo, di sconosciuto che hai rimandato da un po'. Mh.
Bene, abbiamo visto otto errori invisibili che ti atterrano ogni giorno. Ti assicuro che non servono tecniche complicate, non servono assolutamente guru da ascoltare con le soluzioni preconfezionate o i corsi impacchettati come il latte. Il punto non è aggiungere, ma smettere di dare ascolto a quei meccanismi che ti
tengono bloccato. Poi, ovviamente, se ti serve un percorso anche di coaching, non c'è per forza da andare a scavare nel passato, analizzare tutto. Con il coaching guardiamo il presente e cerchiamo di capire come costruire il futuro subito, immediatamente. Io sono qui. Tutti i miei contatti e altre risorse sono nei link che trovi nella
descrizione di questo video e questi pilastri si costruiscono, insomma, in maniera abbastanza naturale, ma ricordati che la crescita parte quando smetti di autoingannarti. Ora fai una cosa semplice, scegli un esercizio di quelli che ci siamo detti relativi agli otto errori, sperimentalo nei prossimi 7 giorni, scrivimi nei
commenti quale farai, in quale errore ti sei riconosciuta o riconosciuto, cosa hai deciso di provare e poi come va la tua strada. Magari non sarà veloce, magari non sarà immediato, magari non sarà comodo, però sarà onesto, sarà pratico e funzionerà. E se vuoi continuare a lavorarci insieme, mi trovi sempre qui.